Voci dal Mito, Storie di Eroi, Dèi e di Favole senza Tempo
Benvenuti in un mondo incantato, dove gli dei camminano tra gli uomini e gli eroi compiono gesta straordinarie. Preparatevi a un viaggio epico attraverso le più affascinanti storie di miti e leggende. Scopriremo insieme le origini del bene e del male, l’amore e l’odio, la vita e la morte. Ogni episodio sarà un tuffo nel passato, un’immersione in culture lontane e in storie che hanno segnato l’immaginario collettivo da millenni. Siete pronti ad ascoltare le voci del mito?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/podcast-su-miti-e-favole--6160766/support.
Episodes

Dec 27, 2025
Dec 27, 2025
38 min
Sinossi – Il giardino della Pace
"Il giardino della Pace" è un racconto di viaggio interiore e collettivo, una favola contemporanea in forma di parabola, in cui un gruppo di viandanti attraversa luoghi simbolici che corrispondono alle grandi fratture dell’essere umano di oggi.
Il cammino inizia nella "Foresta delle Voci Perdute", dove gli alberi sussurrano rancori, paure e ferite non guarite. Qui il Viandante della Memoria insegna che il dolore, se accolto, può trasformarsi in racconto e diventare memoria viva, capace di generare compresenza invece che solitudine.
Segue il "Ponte Spezzato sul Fiume", dove nessuno può attraversare da solo. La Pellegrina dell’Apertura stende il suo mantello, che regge solo se tutti accettano di camminare insieme, includendo anche chi era stato nemico. Il passaggio rivela che l’apertura non è un gesto individuale, ma un atto collettivo.
Nel "Villaggio della Rabbia", il conflitto sembra inevitabile. Le parole sono armi e la violenza è imminente. Qui interviene il Cantore della Nonviolenza, che trasforma l’odio in melodia, mostrando che la nonviolenza non nega la rabbia, ma la traduce in linguaggio umano, capace di trasformare il conflitto in festa.
La salita conduce alla "Montagna del Silenzio", dove mille preghiere diverse si sovrappongono. La Bambina del Futuro indica il cielo, e viene rivelata una visione di sacro aperto: non un recinto da difendere, ma uno spazio che accoglie, dove nessuno possiede la verità e tutti vi appartengono.
La prova finale è il "Deserto della Compresenza", luogo della massima solitudine apparente. Qui i viandanti scoprono che nessuno è mai davvero solo: ogni passo è condiviso con chi c’è stato, con chi c’è e con chi verrà. Il deserto fiorisce e diventa giardino.
Nel "Ritorno", i protagonisti tornano al villaggio portando con sé semi invisibili: memoria, apertura, nonviolenza, sacro aperto e responsabilità. Il racconto si chiude come si apre ogni vera favola: non con una fine, ma con un invito. Perché il giardino della Pace non è un luogo da raggiungere, ma un modo di camminare insieme.

Nov 19, 2025
Nov 19, 2025
41 min
L'episodio esplora temi esistenziali legati alla morte, al mare e alla solitudine. La struttura e il linguaggio riflettono un'introspezione profonda, con simboli potenti come il naufragio e il mare. Il testo si inserisce nella tradizione del monologo teatrale, con una forte connessione alla letteratura esistenziale.Il monologo teatrale si inserisce nella tradizione esistenziale, dove il protagonista si confronta con il proprio io interiore. La struttura del monologo, con il flusso di pensieri e riflessioni, richiama le tecniche utilizzate in opere teatrali moderne, come quelle analizzate da recitazione cinematografica, che esplorano la psiche del personaggio attraverso il dialogo interiore.Perdita e lutto, identità filiale, desiderio di morte vs. istinto di vita, memoria del primo amore e crisi di senso sono i nuclei tematici. L’approccio è esistenziale: la morte non è solo evento biologico ma problema di senso che rimette in discussione ruoli e relazioni, tema esplorato anche in riflessioni terapeutiche e letterarie sull’angoscia esistenziale.Personaggi e doppio identitarioSator e Rotor funzionano come due facce di un unico soggetto: Sator è il lato riflessivo, nostalgico e vulnerabile; Rotor è la voce cinica, violenta e performativa. Il fatto che siano interpretati dallo stesso attore crea un effetto di scissione psicologica sul palco, suggerendo conflitto interno, maschere sociali e la possibilità di autoannientamento o autodifesa. La trasformazione fisica (caduta, buio, rialzarsi con pistola) segna il passaggio da confessione a giudizio, da dolore a condanna.

Nov 16, 2025
Nov 16, 2025
2 min
In attesa della pubblicazione del prossimo brano che si chiama Oltre il 2000, mi sono dilettato a mettere in musica la parte iniziale degli episodi del podcast. Qui di seguito vi scrivo il testo da cui si intuisce il motivo per cui questo podcast lo ho chiamato "Le favole che non racconterò".Ci sono favole che si raccontano per far addormentare. E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto. Perché fanno troppo male. Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle. O perché non c’era più tempo. In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria — io le raccolgo. Sono le favole che non racconterò. Le dedico a voi, chissà, nipoti che non vedrò mai, ma che ho amato già con la fantasia. A voi affido questi racconti, come si affida un segreto al vento. E se un giorno qualcuno vi parlerà di me, vi prego, ricordate così: che avevo ancora storie da donare, e un cuore troppo grande per restare in silenzio. Mi chiamo Giulio Antonello. Questo è il mio lascito. Questo è il mio podcast. Le favole che non racconterò.”

Oct 10, 2025
Oct 10, 2025
17 min
SinossiNel racconto “La città dei cittadini sapienti”, si esplorano due modelli di epistocrazia — il governo dei competenti — attraverso le esperienze di Drusilla e Nellovaldo. Nella Repubblica di Armonia, il Rito della Conoscenza è un percorso formativo che culmina in una prova di maturità civica, dove ogni cittadino viene valutato non per essere escluso, ma per essere elevato. Il diritto di voto è universale, ma ponderato in base alla competenza dimostrata. Drusilla affronta il rito con serenità, consapevole del suo valore educativo e partecipativo.In un contesto opposto, ambientato in un Sud del Mondo, Nellovaldo si trova davanti a un esame rigido e selettivo, dove la mancanza di tempo per prepararsi lo condanna all’esclusione dal voto per cinque anni. Il sistema, pur dichiarandosi meritocratico, si rivela punitivo e discriminatorio. Il racconto mette a confronto due visioni dell’epistocrazia: una come patto educativo e inclusivo, l’altra come strumento di esclusione sociale. Il finale lascia aperta una riflessione profonda: può esistere una democrazia dove non tutti votano allo stesso modo?
Abstract“La città dei cittadini sapienti” è un racconto distopico e filosofico che indaga il concetto di epistocrazia attraverso due scenari contrapposti. Da un lato, la Repubblica di Armonia propone un modello di cittadinanza attiva e consapevole, dove il sapere è condiviso e il voto è ponderato in base alla competenza civica. Dall’altro, un sistema più rigido e selettivo mostra i rischi di una democrazia condizionata dal sapere tecnico, che può trasformarsi in esclusione. Il racconto solleva interrogativi sulla giustizia, l’uguaglianza e il significato profondo della partecipazione democratica, offrendo una visione critica e stimolante del rapporto tra conoscenza e potere.

Aug 25, 2025
Aug 25, 2025
17 min
RIASSUNTO
Il racconto si apre con il ricordo affettuoso dell’autore da bambino, che ascolta le favole della nonna Anna, seduti insieme in un letto d’estate. Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo immaginario dove gli abitanti sono convinti che tutto sia perfetto e non ammettono critiche. Il protagonista è **Rashiddu**, un saggio cantastorie e puparo che, attraverso le sue rappresentazioni con i pupi, racconta in chiave allegorica le storture e i problemi del paese: dai fuochi d’artificio notturni, ai roghi tossici nei campi, all’abbandono dei rifiuti, alla distruzione del patrimonio e alle scelte urbanistiche insensate.
Ogni sua denuncia, però, viene respinta con fastidio: chi critica viene invitato ad "andarsene". E così, uno dopo l’altro, i più consapevoli lasciano il paese. Rashiddu resiste a lungo, portando avanti le sue battaglie artistiche, ma viene infine emarginato. Quando gli chiedono perché continui a parlare, risponde:
> “All’inizio parlavo per migliorare loro. Ora parlo per non far peggiorare me.”
Alla fine, rimangono solo coloro che ripetevano «Va’ via!», ma non hanno più nessuno a cui dirlo. Il paese è davvero “Sempre a Posto”: un posto vuoto, senza anima, senza confronto, e senza futuro.

Aug 21, 2025
Aug 21, 2025
19 min
Riassunto• Ambientazione e cornice: un narratore racconta un episodio ascoltato in Ossezia del Nord, durante un viaggio lungo la “via della seta”. La vicenda si svolge nel remoto villaggio di Berezovka, nella steppa russa.• Protagonisti: Ivan, contadino paziente ma fiero, e Boris, socievole ma irritabile. Vivono fianco a fianco, senza reali confini.• Il dono della zia: Ivan riceve dalla zia Rimma un gallo dal piumaggio rosso fuoco, acquistato da una Baba Jaga, capace di cantare puntualmente all’alba e scandire il tempo.• L’inizio del conflitto: il canto del gallo incanta il villaggio… tranne Boris, disturbato dal rumore. Per ripicca, compra un’oca rumorosa che starnazza in continuazione.• Escalation: la fama “magica” del gallo attira contadini e commercianti da tutta la zona. Boris, geloso, peggiora i rapporti. Piccoli litigi degenerano in insulti e, infine, nella costruzione di un muro che divide in due il villaggio, spezzando anche i servizi comuni.• Il punto di rottura: privati del pozzo e del pane, gli animali e i padroni soffrono. Boris, esasperato, libera il gallo facendolo fuggire nel bosco.• Le conseguenze: senza il canto del gallo, la vita del villaggio va in disordine. Una bambina, Polina, disegna sul muro un gallo e un’oca abbracciati, con un proverbio che richiama all’unità.• La riconciliazione: Boris ammette la propria colpa e si offre di ritrovare il gallo. Lo trova nella foresta, intento ad aiutare altri animali a ristabilire il loro ritmo naturale. Pentito, lo riporta a casa e si scusa con tutti.• Epilogo: il gallo e l’oca dormono vicini e all’alba cantano insieme. Da allora, Boris diventa il primo ad alzarsi per aiutarlo a “scaldare la voce”.

Aug 11, 2025
Aug 11, 2025
13 min
- Un mercante di cavalli, noto per la sua abilità nel convincere chiunque, cerca di vendere un vecchio cavallo decrepito.- Al mercato cittadino, lo descrive in modo ingannevole con frasi ricche di ambiguità.- Un contadino, incuriosito ma anche sospettoso, lo acquista dopo una serie di domande alle quali il mercante risponde in modo fuorviante ma tecnicamente veritiero.- Il cavallo si rivela cieco e inadatto a qualsiasi lavoro. Il contadino si sente truffato e porta il caso in tribunale.- Il giudice, divertito dalla dialettica del mercante, lo assolve e condanna il contadino alle spese legali.- Alla fine, il mercante ricompra il cavallo a metà prezzo, convinto di poterlo rivendere ancora.- **Morale**: Le parole affascinanti possono nascondere inganni; la vera “vista” è la capacità di giudicare con spirito critico.

Jul 30, 2025
Jul 30, 2025
16 min
Sinossi Tematica
- Tema centrale: la mancanza di empatia tra classi sociali e l’incapacità di comprendere il dolore altrui se non lo si vive in prima persona.- Personaggi principali: - Il rabbino: saggio e tenace, cerca nuovi modi per insegnare. - Il re: potente ma vulnerabile, dimostra che l’esperienza diretta può insegnare più delle parole. - Il ciabattino: simbolo di umiltà, coraggio e curiosità autentica.- Messaggio morale: la sofferenza non può essere compresa solo razionalmente; serve viverla — anche solo per poco — per far scattare la solidarietà. La favola è una metafora del divario emotivo e materiale tra chi ha e chi non ha, e della necessità di ponti di comprensione.

Jun 20, 2025
Jun 20, 2025
19 min
La storia di Gylfi e Gefjon è una leggenda affascinante che si trova nell’introduzione della Gylfaginning, una sezione della Edda in prosa di Snorri Sturluson. È un racconto ricco di ingegno, magia e mitologia, ed è usato come prologo per introdurre il viaggio del re Gylfi verso la conoscenza degli dèi nordici.
Significato del mito
Il racconto ha diversi livelli:
Spiega mitologicamente la formazione di un’isola e di un lago.Introduce il personaggio di Gefjon come dea creatrice e ingegnosa.Mostra come anche un re potente come Gylfi possa essere ingannato — ma con grazia — dalla saggezza e potenza divina.
Gefjon è una figura legata al lavoro della terra, alla fertilità e alla cultura agraria, ma è anche simbolo dell’astuzia femminile divina, che non usa la forza bruta, ma l’intelligenza.

Jun 11, 2025
Jun 11, 2025
15 min
Il dio Odino, alla ricerca di saggezza e potere magico, decide di compiere un sacrificio estremo: si impicca a Yggdrasill, l'albero del mondo, e si trafigge con la sua lancia, rimanendo lì appeso per nove notti senza cibo né acqua. Questo atto è un sacrificio di sé a se stesso, simbolo di coraggio e sete di conoscenza.
Durante questo periodo di dolore e trance, Odino penetra nei segreti dell’universo e scopre le rune, antichi simboli che custodiscono la magia e la sapienza. Una volta ottenuta questa conoscenza, torna tra gli dèi, trasformato e più potente di prima.
Per questo motivo è chiamato anche “Hangi”, il dio degli impiccati, e riceve sacrifici tramite impiccagione. Questo mito mostra Odino come un dio oscuro, misterioso e pronto a tutto pur di ottenere il sapere.








